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La Leggenda dei Lupi Mannari
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A differenza del vampiro, i lupi mannari non fanno parte delle schere dei non-morti e non promettono vita eterna in cambio di un morso sul collo. Quando i lupi mannari sono nella loro forma umana, possono senza alcun problema vivere nelle citta in mezzo ad altre persone e non essere riconosciuti. Non devono preoccuparsi dei raggi del sole né riposare di notte all'interno di bare. Riflettono perfettamente la loro immagine negli specchi e sono immuni a crocifissi o strane pozioni a base di aglio.

Contrariamente alle leggende rese popolari dai numerosi film e romanzi, i lupi mannari non diventano tali perché morsi o graffiati da un altro esemplare infetto. Secondo le tradizioni classiche, la trasformazione in lupo mannaro avviene solo  a causa di un sortilegio di magia nera o per una maledizione.

Storie di uomini-animali sono comuni in tutte le culture. I nativi americani raccontano leggende di uomini-orso e uomini-volpe. Racconti Norvegesi includono esseri dalle sembianze umane ma ricoperti di pelliccia che vivevano in caverne e di notte cacciavano incauti viandanti nelle foreste. Con l'arrivo dell'Inquisizione, i lupi mannari vennero inclusi nelle liste degli esseri demoniaci.

La Svizzera ha il primato di aver eseguito la prima esecuzione nel 1407 di un presunto lupo mannaro. In Francia, tra il 1520 e il 1630 vennero registrati dagli inquisitori ben 30.000 casi di uomini-lupo giustiziati.  La persecuzione verso questi "esseri" inizio in Francia a Poligny quando, dopo una lunga permanenza nella sala delle torture, tre uomini ammisero di essersi uniti carnalmente ad una donna-lupo per ottenere la forza necessaria a trasformarsi in animali e uccidere diversi bambini. I tre uomini furono bruciati vivi.

Gilles Garnier, giustiziato a Dole nel 1573, fu un altro caso famoso di lupo mannaro. Egli fornì terribili dettagli di come uccise giovani vittime, aggredendole con unghie e denti.  La corte in maniera unanime decise di bruciarne il corpo e gettare al vento le ceneri.

Sempre in Francia, lo spietato uomo-lupo Peter Stubble di Cologne rivelò che per la sua trasformazione in lupo aveva bisogno di una speciale cintura magica. Una volta rimossa, egli tornava alle fattezze umane. Nonostante le autorita non furono mai in grado di trovare la suddetta cintura, si decise ugualmente di ritenerlo colpevole dei suoi crimini nel 1589.

Secondo i testimoni del processo contro Jacques Roulet nel 1598, un gruppo di cacciatori si imbattè in due lupi che stavano divorando il corpo di un giovane quindicenne. Visto che erano ben armati, i cacciatori inseguirono i lupi e si stupirono nello scoprire che le impronte degli animali lentamente diventavano impronte umane. Alla fine raggiunsero quello che pareva un uomo, con barba e capelli molto lunghi, a malapena coperto da alcuni stracci e con le mani intrise di sangue. Questa figura primordiale disse di chiamarsi Jacques Roulet e di essere capace, insieme al fratello, di assumere le forme di un lupo. Dichiaro inoltre che proprio in forma di lupo, lui e il fratello avevano commesso diversi delitti nelle foreste della regione.

Talvolta è difficile tracciare la linea di demarcazione tra leggendarie storie di lupi mannari e semplici incidenti che coinvolgono bestie feroci. Nel medioevo, inoltre, la confusione era ancora maggiore, in quanto capitava spesso di imbattersi in gruppi di briganti che compivano di notte uccisioni e furti nei boschi coperti da pellicce di animali. Nelle zone rurali della Francia, della Germania e di alcuni paesi dell'est, questi gruppi di assassini venivano chiamati proprio "lupi mannari".

In molte culture antiche i guerrieri si vestivano con pelli di lupo e di altre bestie feroci per andare in battaglia, convinti che la forza di quegli animali venisse magicamente trasferita a loro.
Nell'antica Scandinavia, la parola "ulfhedhnar" e "berwerker" indicavano proprio la pelle di lupo e di orso indossate dai feroci guerrieri vichinghi quando diventavano "berserk" ossia "infuriati" e si lanciavano contro i nemici con la foga di animali impazziti.

Curiosamente, la convinzione popolare che si diventi lupo mannaro a seguito di un morso o un graffio da parte di una creatura similare non nasce da una tradizione antica, ma dal film "The Wolf Man" del 1941. Anche la vulnerabilita degli uomini-lupo ai mortali proiettili di argento e frutto della fantasia di scrittori di romanzi degli anni 40 ("Frankenstein contro l'Uomo Lupo" del 1943).

Come esistono patologie di persone convinte di essere vampiri, cosi vi sono persone convinte di trasformarsi  in lupi mannari. Gli psicologi identificano la psicosi da lupo mannaro ("licantropia" o "lupinomanis") in alcuni soggetti affetti da profonda depressione, che si convincono di cambiare aspetto ogni luna piena. Le persone affette da questo disturbo "sentono" la crescita del pelo sul loro corpo e l'allungarsi di unghie e mascella. Nella pubblicazione "Un caso di Licantropia", apparso sull'American Journal of Psyichiatry nel 1977, Harvey Rosenstock e Kenneth Vincent descrivono il caso di una donna 49enne sottoposta giornalmente a psicoterapia che percepiva se stessa come donna-lupo. Personale medico era costretto a trattenere la donna fisicamente ogni luna piena, in quanto il soggetto si dimenava, ululava e acquisiva atteggiamenti animali.  

Al termine di una lunga terapia con farmaci antipsicotici la donna potè tornare a casa, anche se alcuni testimoni la videro piu volte vagare, nelle notti di luna piena, all'interno dei cimiteri. Quando le venne chiesto perché si trovasse li, la donna rispose che "cercava il suo uomo-lupo".

 
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